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Josipa Prebeg
Là, dove il Pensiero incontra l'Emozione,
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Il tema delle relazioni viene affrontato nelle sedute individuali
di Clearing, e in gruppo nei seminari di Clearing & Movement.
La gioia più grandeForse nulla ha causato tanto dolore quanto ciò che stato creato per darci la gioia più grande: le nostre relazioni con gli altri.Capire alcune coseTutti noi sappiamo molto sulle relazioni, ma ciononostante continuiamo ad avere molte difficoltà nel relazionarci. Molte volte ci sentiamo delusi, perchè una relazione per noi importante non ha funzionato. È probabile che ci stia sfuggendo qualcosa e che ci siano da capire alcuni cose per noi ancora oscure.EtimologiaLa parola relazione deriva dalla parola latina relatio, che significa ritorno. La parola rapporto deriva dalla parola latina referre, che signofica riportare. Nel vocabolario della lingua italiana, sotto la parola relazione troviamo: - connessione tra due persone o cose - rapporto tra concetti, cose o persone - conoscenza - amicizia - rispetto.Tipi di relazioneEsistono molti tipi di relazione: di affari, di amicizia, famigliari, amorose, d'affetto, ecc. Ogni tipo di relazione ha delle regole di base che spesso ci sfuggono.Obiettivo della relazioneNonostante le diversità delle relazioni, l'obiettivo di base è quello di connettersi, unirsi, entrare in comunione con l'altro, nel rispetto reciproco.Connessione e comprensioneSe c'è connessione può nascere comprensione e un arricchimento reciproco, sia che si tratti di una relazione in campo lavorativo, che in quello famigliare, d'amicizia o amoroso.ComunicazioneUn modo per arrrivare a questo è l'utilizzo della comunicazione verbale, emozionale e fisica. La comunicazione apre le porte alla relazione.Ascoltare apparentementeSpesso non ci sentiamo compresi perchè l'altro ci ha ascoltato soltanto in apparenza.PresenzaNoi abbiamo un grande bisogno di sentirci connessi con l'altro, ma questo può accadere solamente se l'altro è presente veramente, e non pone nessun giudizio.Senso di vuotoSe queste condizioni non vengono soddisfatte non è possibile essere connessi e quindi non c'è relazione. Conseguentemente, possiamo provare una sensazione di vuoto, di non senso, oppure risentimento, rabbia, insoddisfazione e tristezza.Fare finta di nientePossiamo anche fare finta di niente reprimendo tutto, per il »lieto vivere«. Però, ad un certo punto, queste sensazioni non espresse incominceranno a fare pressione per uscire. Che fare quando vengono fuori, magari brutalmente?DifferenzaA questo punto c'è da chiarire la differenza tra due concetti:- essere d'accordo - comprendere. Sono due cose diverse. Essere d'accordoSpesso ci poniamo come obiettivo della relazione l'essere d'accordo con l'altro. Essere d'accordo significa avere la stessa opinione su una cosa o su un fatto, ed essere convinti che questa sia la realtà.ComprendereComprendere significa dare lo spazio e la possibilità all'altro di pensare diversamente, di avere sensazioni diverse e di manifestarsi diversamente. Comprendere significa capire il punto di vista dell'altro, nonostante possa essere diverso dal nostro.Essere nella relazioneLe persone che sono veramente nella relazione sanno ascoltare, comprendere, e non hanno bisogno di essere d'accordo con l'altro. Non diranno mai all'altro che dovrebbe pensarla diversamente, perchè questo implica la convizione che soltanto quello che pensano loro possa essere giusto.Il gioco dell'EgoE questo è un gioco dell'Ego, che vuole avere sempre ragione, che vuole essere sempre il migliore, il più intelligente, il più meritevole.Senza giudizioComprendere significa rispettare il'opinione dell'altro, accettare la sua diversità, essere dalla sua parte, donargli la propria presenza, la propria attenzione, senza giudizio. Perchè l'altro non ha bisogno del nostro giudizio, ma di averci al proprio fianco, mentre cerca di capire qualcosa, o di fare una sua esperienza di vita.Bisogno nevroticoRiguardo al bisogno che gli altri la pensino come noi si potrebbe dire che è un bisogno nevrotico, che ci separa dagli altri, anche dalle persone più care.Libertà di sceltaLe persone intorno a noi sono libere di pensare come vogliono, o di fare quello che vogliono, perchè hanno la libertà di scelta, come c'è l'abbiamo anche noi. Che cosa ne diremmo se qualcuno vorrebbe obbigarci a pansarla come lui, tendando di convicerci che la ragione stia chiaramente dalla sua parte?Libertà di pensieroAccettare la possibilità che l'altro la pensi diversamente richiede da noi il rispetto dell'altro, e senza rispetto non è possibile instaurare una vera relazione. E richiede anche l'accettazione della libertà di scelta dell'altro. Se noi siamo convinti che l'altro dovrebbe pensarla come noi, non gli stiamo concedendo la libertà di pensiero.Idee diverseMolte volte mi chiedevo »ma perchè le persone litigano per un idea diversa? Credo che siano convinte, che è possibile unirsi soltanto se si pensa alla stessa maniera. In realtà non c'è nessun bisogno di pensarla allo stesso modo, come abbiamo avuto ampiamente la possibilità di sperimentare durante i nostri corsi e seminari.Oltre la menteNoi possiamo avere molto di più dalle nostre relazioni. Qualcosa che va oltre il mero tentativo di pensare alla stessa maniera.Mare calmoQuando si oltrepassa questa soglia sopraggiunge uno stato di pace, simile ad un mare calmo. Si tratta di uno stato dentro di noi, che sopravviene quando si raggiunge la comprensione dell'altro. Dentro di noi non c'è più nessun bisogno di interrompere l'altro, di commentarlo, di analizzarlo, di valutarlo, di consigliarlo, ma solamente la voglia di guardarlo, ascoltarlo, essere con lui, accettarlo così com'è. L'unica cosa che verrebbe da dire sarebbe un »ti capisco«.Mancata comprensioneNel caso che uno abbia da ridire su quello che è stato detto dall'altro, di polemizzare, consigliare, significa che le cose che sono state dette non sono state veramente comprese.ReazioniOppure c'è stata una reazione, perchè è stato toccato un problema inconscio non risolto dell'ascoltatore. Perchè le cose irrisolte creano reazioni, più o meno forti.Due modi per reagireQuando si verificano delle reazioni nell'ascoltatore, a seguito di una comunicazione, di solito si reagisce in due maniere:Si critica l'altro. In questo caso si manifesta la propria agressività verso l'esterno. Ci si chiude nel proprio silenzio. In questo caso si forma una tensione interna, che non riesce ad esprimersi verso l'esterno. SegnalatoriQueste situazioni sono dei segnalatori, delle spie, che segnalano la presenza di un problema dentro di noi, che non è stato ancora affrontato e risolto.Osservare il processo interioreE' un'arte essere capaci di osservare questo processo interiore, di riconoscerlo, e quindi di affrontarlo, invece di scagliarsi contro chi l'ha fatto affiorare, probabilmente casualmente e inconsapevolmente.Esprimere o trattenere?Un altra cosa da chiedersi riguardo alla relazione è cosa esprimere e cosa trattenere. Ci sono due estremi possibili, e in mezzo tantissime possibilità:Il silenzio - La chiusuraNon si parla di sè stessi, non si comunica quello che si sente. Si trattiene la rabbia, la tristezza, le proprie ferite, le proprie idee. Non si condivide niente di quello che si prova dentro, con gli altri.IsolamentoL'inconveniente di questo tipo di comportamento è l'isolamento, la perdita di contatto con gli altri e con la realtà dell'esistenza. Questo stato di cose provoca la sensazione di essere abbandonati, soli, separati da tutto il resto. Tutto quello che non viene espresso pesa e crea un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. Trattenendo la nostra realtà interiore ci mettiamo nell'impossibilità di ricevere dagli altri quello di cui avremmo veramente bisogno.Dire ed esprimere tuttoE' molto di moda nei nostri tempi.EgoC'è però un grande pericolo: forse non stiamo esprimendo noi stessi, ma il nostro ego. Se andiamo in giro a dire a tutti in faccia quello che pensiamo di loro, quindi li critichiamo, li commentiamo, cerchiamo di dar loro delle lezioni di vita, ci intromettiamo nella loro vita, pensando che stiamo esprimendo noi stessi, siamo fuori strada. Perchè non si tratta di noi, ma del nostro ego.Parlare degli altriLa realtà è che non abbiamo niente da dire sugli altri. Possiamo passare una vita a parlare solamente degli altri, senza sentire un briciolo di vera felicità dentro di noi.Esprimere sè stessiVolgendo lo sguardo dentro di noi, dopo aver intrapreso un percorso di conoscenza, possiamo osservare che quello che desideriamo veramente è di esprimere noi stessi, essere compresi e accolti dagli altri, ottenere la loro attenzione, rispetto e amore.Quello che siamo veramenteIn questo modo si aprono nuove possibilità nel nostro percorso, la possibilità di sperimentare e di scoprire quello che siamo dentro, quello che siamo veramente.Ritrovare la paceConoscendoci così nel profondo, nei nostri bisogni più reali, possiamo finalmente trovare il modo di soddisfarli, e ritrovare la nostra pace.Riconoscere il proprio EgoPer distinguere se ci troviamo nella nostra realtà, oppure nel nostro ego, non è facile. Ci vuole un buon addestramento, perchè l'ego è molto furbo. Di solito abbiamo una grande facilità a riconoscere l'ego negli altri, ma quando si tratta di noi stessi, la questione si rende molto più difficile.Progetto impegnativoUna relazione che funziona è un progetto difficile e impegnativo, perchè richiede questa capacità di individuare il nostro ego, quando si manifesta nella relazione con l'altro.Chiedere scusaQuando si verifica un conflitto, se ci rendiamo conto del nostro errore e delle nostre responsabilità, possiamo semplicemente chiedere scusa all'altro, e questo semplice gesto basta per porre fine al conflitto e continuare la nostra relazione.Relazione idealeE' buona cosa rendersi conto che la relazione non è qualcosa di perfetto e ideale, ma qualcosa di reale, e quindi molto imperfetto, che può però correggersi e migliorarsi.Essere realiMolte volte si pensa di dover essere perfetti, per poter stare nella relazione. In realtà quello che è importante e che viene apprezzato di più è di essere reali, onesti e sinceri con sè stessi, e di ammettere quello che si è o quello che non si è.Non autoetichettarsiE' quindi importante non auto-etichettarsi per esempio come »buoni« o »cattivi«, perchè in questa maniera tendiamo a censurare tutto quello che si presenta dentro di noi, che non sia in accordo con questa etichetta. In realtà, quello che nasce dentro di noi può essere molto differente a seconda del momento.
Josipa Prebeg
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